L’accesso all’acqua potabile e ad uso igienico è un diritto umano fondamentale. Lo stabilisce una risoluzione delle Nazioni unite, approvata questa notte al Palazzo di Vetro dall’Assemblea generale. La risoluzione, non vincolante, è passata con il voto a favore di 122 nazioni, nessun contrario e 41 astensioni.
L’inserimento nella Dichiarazione dei diritti umani è un passo decisivo per affrontare la questione sempre più urgente della mancanza di risorse idriche sufficienti per centinaia di milioni di persone nel nostro pianeta. Secondo le stime fonite dall’ONU, ogni anno 1,5 milioni di bambini sotto i 5 anni muore per malattie legate alla carenza d’acqua o di strutture igieniche.
Il testo della risoluzione riporta che 884 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile e 2,6 miliardi vivono in condizioni igienico sanitarie insufficienti. Fra le nazioni che si sono astenute vanno elencati gli Stati uniti, il Canada, il Regno Unito, l’Australia: a loro parere la risoluzione potrebbe minare l’iter in corso a Ginevra presso il Consiglio dei Diritti Umani per costruire un consenso sui diritti legati all’acqua.
da unita.it
Altri articoli correlati:
- Parte oggi a Torremaggiore la XXVI edizione del Corteo storico di Federico II
- Immigrazione: Puglia; acqua gratis per lavoratori stagionali
- Acqua e rifiuti: gli italiani pagano il doppio degli europei
- “La libertà di stampa non è un diritto assoluto”. Berlusconi getta la maschera
- Il diritto alla salute non ha colore politico
- Intercettazioni, voto al Senato. Fnsi in piazza: no al bavaglio
- Tumore al seno, al 30% delle italiane negato il diritto di mammografia
- Ipotesi voto, la sinistra è avvisata
- Elezioni. Mai così bassa la partecipazione al voto. 47,08%
- In 41 milioni al voto per le Regionali































