Michele Coco nasce nel 1934 a San Marco in Lamis dove, dopo aver conseguito la laurea in Lettere all’Università Cattolica di Milano, è vissuto operando al Liceo Ginnasio come docente e poi come preside. Cultore di poesia classica, ha prodotto pregevoli traduzioni dai lirici greci (Alceo, Saffo, Anacreonte, Archiloco, Alcmane, Mimnermo) e dagli epigrammisti dell’Antologia Palatina (Agazia Scolastico, Anite, Dioscoride, Lucillio, Callimaco, Posidippo, ecc.). Il suo opus magnum è la traduzione integrale dei Carmina di Catullo, edito verso la fine del 2007 e presentato in una memorabile serata da docenti dell’Ateneo barese. Studioso di poesia spagnola, ha curato un’antologia di Juana Castro di Cordova. Le sue raccolte di poesie vanno da Momenti (1968), Palinsesto con epitalamio (1975), Taccuino di viaggio (1992), Diario alessandrino con una ballatetta (2001) a Galleria minima (2007). Dagli alessandrini a Catullo il passo è breve, e proprio al grande poeta di Verona ha dedicato particolari cure, fino alla traduzione integrale dei suoi versi, pubblicata di recente, con la prefazione di Paolo Fedeli (“Carmina”, Edizioni Filocalia, Manduria). Coco, ben consapevole delle difficoltà insite nella traduzione, supera brillantemente tutti gli ostacoli, utilizzando l’endecasillabo, il verso principe della nostra tradizione. Una scelta che aveva ricevuto il plauso di molti addetti ai lavori, a partire, appunto, da Fedeli, ordinario nell’Ateneo di Bari.La sua partecipazione agli eventi culturali del territorio si è andata sempre più intensificando col disimpegno scolastico degli ultimi tempi. Disponibile alle sollecitazioni artistiche e letterarie ha collaborato con riviste e giornali, dando il suo contributo critico e motivato. Muore a San Marco in Lamis, dopo una breve e inesorabile malattia, il 23/08/2008.
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